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Il primo contatto è avvenuto su internet con una persona che si è sempre nascosta dietro un nickname. Poi mi sono spostato per diversi giorni in diverse città del Nord Italia, seguendo passo passo le sue indicazioni ed entrando in contatto con una rete di persone che grazie a questo sistema ottiene loschi e ingenti guadagni. Non è stato semplice, ogni volta che l’affare sembrava vicino alla conclusione il prezzo delle schede improvvisamente saliva da 1 a 5 e 10 euro. E le persone che dovevano materialmente consegnarle sparivano di colpo e non erano più rintracciabili. Alla fine il pacchetto mi è stato consegnato in un parcheggio buio di una strada statale alle 11 di sera, senza che sapessi chi fosse la controparte. Prendere o lasciare. Le 500 sim card erano ammucchiate dentro un sacchetto della spazzatura. Ne ho provate una decina a caso, inserendole a turno dentro il mio telefonino, e provando a chiamare. Funzionavano. Stavo chiamando con il numero di telefono di un altro, quasi certamente ignaro di avere utenze funzionanti a suo nome. È un fenomeno molto pericoloso quello che si sta sviluppando: un autentico mercato parallelo, sotterraneo, di schede telefoniche intestate a persone completamente ignare. Le conseguenze possono essere serie, perché vengono messi a repentaglio molti aspetti fondamentali della vita di noi tutti, nessuno escluso. A cominciare dalla privacy. Nella società globalizzata e telematica di oggi, poter disporre liberamente e impunemente di schede telefoniche intestate ad altri può produrre conseguenze estremamente gravi. Basti pensare ai micropagamenti effettuati tramite telefonino, che seppur lentamente stanno prendendo piede anche in Italia. Le Poste danno già la possibilità di effettuare piccole operazioni attraverso il cellulare. Ci sono poi gli internet point, dove con una scheda non propria si può entrare in una rete, svuotare magari un conto corrente e non lasciare traccia. Per non parlare dei vantaggi che ne possono avere mafiosi, camorristi e altri malavitosi. Se vengono intercettati, i guai arriveranno direttamente a chi non sapeva neppure di avere un numero attivato a proprio nome. Le ramificazioni possibili di questo business illegale sono tante. Il televoto, per esempio, l’ultima frontiera della “democrazia” televisiva, della partecipazione attiva del telespettatore, che rischia di essere inquinato. Non è dunque ammissibile, sostiene Marco Bulfon, di Altroconsumo , l’associazione che ha denunciato più volte alle compagnie questa piaga, “che non ci sia la certezza della immediata riconducibilità di una scheda telefonica al suo legittimo proprietario. Non possiamo vivere con il dubbio che dietro ogni numero di cellulare si possa celare il mistero assoluto”. Prima di vedere portata ed effetti di questo mondo sommerso è bene fare una premessa: in Italia non esiste la possibilità che una scheda telefonica venga rilasciata in forma anonima. Le norme antiterrorismo introdotte dal pacchetto Pisanu del 2005 prescrivono che ogni numero abilitato abbia un intestatario riconoscibile. Gli unici che possono attivare le sim sono i rivenditori autorizzati, che richiedono al cliente carta d’identità e codice fiscale, fanno una fotocopia e la trasmettono via fax ai gestori di telefonia mobile: Tim, Vodafone, Wind e 3. Oltre agli operatori virtuali, cioè sprovvisti di una propria rete: Auchan, Coop, Carrefour, Poste, Fastweb e altri. Ed è proprio il rivenditore la sorgente da cui può nascere e si può alimentare questo fiume di illegalità. Nel corso di questa inchiesta Panorama è venuto a conoscenza del comportamento scorretto di molti commercianti del settore, sparsi in tutta Italia. Il commercio illegale comincia così: il negoziante mette da parte le fotocopie con i dati anagrafici dei clienti e, a loro insaputa, attiva altre sim intestate agli stessi. Per ogni persona il rivenditore può mettere nel cassetto anche una cinquantina di schede telefoniche irregolari. Cento clienti fanno 5 mila sim card, ognuna delle quali ha un credito medio di 5 euro. Spesso nei retrobottega si accumulano scatoloni di fotocopie che poi vengono scambiate tra commercianti disonesti per continuare ad alimentare il giro. È possibile farlo per la mancanza di una norma in Italia che prescriva un tetto di schede intestabili a una singola persona. L’unico paletto è quello fissato dal garante della privacy Francesco Pizzetti in un provvedimento del 2006 diretto alle compagnie di telefonia mobile. Nel documento si denunciavano casi di persone “alle quali risultavano intestate schede in modo falso” e per questo coinvolte addirittura “in indagini penali per l’utilizzo che ne era stato fatto in fatti criminosi”. Si puntava il dito contro “’utilizzo improprio dei dati personali” e si imponeva ai gestori un tetto nel rilascio di sim: quattro per le persone fisiche e sette per le società, superato il quale scattava l’obbligo per le compagnie di chiedere espressa conferma all’intestatario. Infine, il garante invitava i gestori a vigilare sull’operato dei rivenditori. Aveva colto nel segno già tre anni fa. Peccato che nessuno abbia ritenuto di seguirne le prescrizioni. Proviamo a quantificare. I dati ufficiali dicono che in Italia, al 31 dicembre 2008, circolavano oltre 90 milioni di sim card. Ricerche di istituti specializzati mettono gli italiani al primo posto in Europa per l’utilizzo di schede telefoniche: quasi la metà ne possiede più di una. In Spagna, Germania, Francia e Gran Bretagna le percentuali sono inferiori. Impossibile fare una stima su quante di queste siano intestate a persone ignare. Fonti delle forze dell’ordine parlano di diversi milioni. A Panorama ne sono stati offerti pacchi a multipli di 500, e di tutti i gestori di telefonia mobile. Alla fine il caso ha voluto che quelle acquistate fossero della 3, ma già due giorni dopo in un contatto ne sono state offerte altre 2 mila, di Vodafone e Tim. Dove vanno a finire queste schede? Chi e come le usa? Chi le compra? I canali sono soprattutto tre: i numeri 899, le organizzazioni criminali e quelli che speculano e guadagnano sul televoto. Su internet ci sono diversi siti che offrono l’attivazione e l’assegnazione di un numero 899 per servizi che possono andare dalla cartomanzia al meteo, dall’oroscopo alla linea amica con ragazze che ascoltano e rispondono in “modo garbato”. Il tutto senza alcun costo e alcun canone mensile. Basta avere una partita iva, una visura camerale e poi non resta che invogliare quanta più gente possibile a chiamare il tuo 899: più ricevi più guadagni. Se poi hai a tua disposizione un migliaio di schede telefoniche dalle quali fai partire le telefonate, il costo che sostieni genera un ricavo superiore di almeno il 30 per cento. E se consideri che quelle sim card si possono anche ricaricare in modo gratuito, come spiegheremo più avanti, i profitti diventano considerevoli. Il secondo grosso canale dove vanno a finire le schede illegali è quello delle organizzazioni criminali. Grazie a questo sistema i malavitosi si trasformano in fantasmi e diventano invisibili alle intercettazioni. L’anno scorso la Polizia e la Guardia di finanza di Napoli hanno smantellato una rete che aveva messo in circolo 35 mila schede. Nell’operazione, denominata Sim ’e Napule, erano stati arrestati esponenti del clan camorristico dei Contini. In Sicilia, a Enna, nel gennaio di quest’anno un’altra operazione su “partite di schede telefoniche di diverse società di gestione che venivano intestate a persone ignare utilizzando copie di documenti d’identità presentati loro da veri clienti per effettuare regolari attivazioni di sim card”. E si potrebbe andare avanti a lungo tra casi di cronaca registrati a Catania, Bologna, Vicenza. Infine, il televoto, ovvero ciò che fa la differenza tra un format di successo o meno. Ballando con le stelle , il programma di Raiuno condotto da Milly Carlucci, solo nella puntata finale di marzo ha fatto registrare oltre 1 milione di sms che hanno assegnato la vittoria a Emanuele Filiberto di Savoia. Stesso discorso, poche settimane prima, per Marco Carta al Festival di Sanremo . Numeri non diversi quelli di trasmissioni di successo come Amici, Grande fratello , La fattoria e via discorrendo. Ma da qualche tempo associazioni dei consumatori come Codacons e Adiconsum cominciano a insinuare dubbi sulla trasparenza del sistema. Colpa anche di una dichiarazione rilasciata da Lele Mora a Striscia la notizia : il manager ha affermato di avere speso 25 mila euro per far “televotare” Walter Nudo e fargli vincere cosi L’Isola dei famosi. Nel corso dell’inchiesta, Panorama si e imbattuto in quelli che gli addetti chiamano sim server. In sostanza sono computer collegati a “cestelli” con i quali possono venire gestite anche 10 o 20 mila sim card. Basta dare l’ordine con il computer di mandare un sms a un determinato numero e tutte le schede, a distanza di meno di un secondo l’una dall’altra, entrano in azione. Fino a prova contraria i programmi televisivi come Grande fratello, Amici o L’Isola dei famosi sono vittime piùttosto che complici. Il servizio che offrono a pagamento i sim server e diretto prevalentemente a concorrenti bramosi di celebrita e con soldi da spendere o magari a manager consapevoli della bonta dell’investimento. Certo le produzioni televisive se vogliono difendersi dalle truffe qualche strumento di verifica lo hanno. Per esempio controllare i tabulati dettagliati dei voti e magari provare a richiamare un po’ di numeri. Le schede dentro i sim server risultano spente o non attive, dunque è facile insospettirsi. A questo punto uno pensa: ma le sim prima o poi si scaricheranno. Il credito andra a esaurirsi, bisognera attivarne altre. Tutto vero, peccato ci sia in giro gente che della capacità di ricaricare gratis le schede telefoniche attraverso internet ha fatto quasi un mestiere. Un sistema e quello di sfruttare il servizio chiama gratis di molte grandi aziende. Basta andare su un sito, digitare nello spazio indicato il numero al quale si desidera essere chiamati e il gioco e fatto. Perché se questa operazione viene compiùta dopo mezzanotte e prima dell’apertura del mattino, una volta risposto alla telefonata la chiamata in arrivo verra rimpallata da un ufficio all’altro: fra musichette e annunci di attesa il tempo scorre e la scheda si ricarica. Un’altra via altrettanto proficua e quella degli annunci erotici nei siti a tema. Qui vince la fantasia: più invogli a chiamarti, più ricarichi. E cosi la giostra continua a girare. Con numeri di telefono intestati a noi che non ne sappiamo nulla. carmelo.abbate@mondadori.it LEGGI ANCHE: Il Garante: “Le sanzioni saranno dure” carmelo.abbate Venerdì 17 Aprile 2009 **Vedi anche: ** Video inchiesta sulle carte false: "Così mi sono finto cartomante" Annozero, Santoro rincara la dose: “Siamo un Tg4 fatto bene” » « Oltre il terremoto: Università, banche e negozi. L’Aquila cerca la normalità trackback dal tuo sito. Il 17 Aprile 2009 alle 10:35 lordmax ha scritto: NOn vedo la dificoltà. Se mai mi arrivasse qualcuno con una accusa del genere la prima domanda sarebbe di presentarmi il codice IMEI del telefono e di eseguire una ricerca su quali sim sono state inserite su quello stesso telefono a da quale parte d’Italia sono state effettuate le chiamate. Fatto questo ho il 99% di probabilità di dimostrare che non sono stato io. Il 19 Aprile 2009 alle 14:08 I mali della telefonia mobile | Telefonia mobile | La voce impertinente delle TLC ha scritto: [...] E’ interessante quanto pubblicato da Carmelo Abbate su Panorama che si chiede: “Ho comprato 500 sim, sono vostre?“. [...] Il 20 Aprile 2009 alle 21:40 100spiare ha scritto: Truffe telefoniche: Così ho comprato 500 sim. Sono vostre?… Ho comprato illegalmente 500 sim card: sono le schede telefoniche, quei rettangolini con il logo della compagnia telefonica e un numero di serie, che si infilano all’interno dei cellulari e che, in buona sostanza, danno la possibilità di chiamare e … Il 21 Aprile 2009 alle 22:51 ma secondo voi i numeri a valore aggiunto si possono intasare? ha scritto: [...] Originalmente inviato da gioi Se conoscessi, come me, gente che si è giocata interi stipendi tra lotto, superenalotto, gratta e vinci, totocalcio, totogoal ecc ecc non faresti tante differenze! Conosco anche io indirettamente diverse persone "malate del gioco" ! Non pensare che faccia tutta questa differenza… Comunque per tornare in topic, leggetevi tutti questo interessante articolo su Panorama di questa settimana: Truffe telefoniche: Così ho comprato 500 sim. Sono vostre? Panorama.it - Italia __________________ . Bollette pazze,sottrazioni di credito, disattivazioni utenze, ritardi portabilità…–>N. verde Agcom: 800.18.50.60 . Pratica commerciale scorretta da parte del tuo gestore telefonico? –> N. verde Antitrust 800.166.661 [...] Il 24 Aprile 2009 alle 15:18 Esclusivo: “Ecco come truffavo clienti e gestori telefonici” » Panorama.it - Italia ha scritto: [...] Federica ha ricevuto questi tre messaggini qualche sera fa, sul suo cellulare con sim card della Vodafone. Nel primo il mittente risultava chi scrive, che ne era però del tutto all’oscuro: “Ciao Fede, mi raggiungi al solito posto?”. Il secondo aveva come intestatario una fantomatica “moglie del cornuto”. C’era scritto: “Ciao amore, sto uscendo, mio marito è al lavoro, abbiamo tutta la sera”. Il terzo le appariva inviato da un numero gratuito Vodafone con questa offerta: “Gentile cliente, la preghiamo di inviare il codice di una ricarica al numero… entro 24 ore e riceverà subito una ricarica omaggio di 100 euro”. Tutti e tre questi sms sono stati inviati a Federica via web dal computer di un internet point per mano della stessa persona: un uomo quarantenne che voleva dare un assaggio di quello che poi ha raccontato a Panorama. Lo chiamaremo Luca, nome di fantasia, senza specificare in quale città è avvenuto l’incontro. Luca oggi ha una piccola impresa, nel passato recente è stato rivenditore di telefonia mobile. Dopo aver letto l’inchiesta di Panorama della settimana scorsa sul mercato clandestino delle sim card e sul comportamento illegale di alcuni commercianti del settore, ha telefonato in redazione dicendo: “Se volete vi racconto come fregavo tutti: sia i clienti sia le compagnie telefoniche”. La sua ricostruzione parte da un programma che si trova facilmente su internet, si scarica sul computer o sul cellulare e può essere usato per provocare ad altre persone danni di diverso tipo: personali, sociali ed economici. “Il primo passaggio che facevamo io e molti altri miei colleghi era accedere al database del gestore di telefonia mobile per estrapolare un buon pacchetto di clienti tutti nella fascia d’età più bassa” afferma Luca. “Il giochino della ricarica infatti funziona meglio con i ragazzini. Basta mandar loro quel messaggino in cui si promette un bonus di 100 euro: la maggior parte risponde e invia il codice della ricarica comprata dal tabaccaio. Che così finisce nelle nostre schede”. Tutto questo non è un passatempo per racimolare qualche soldo per la birra e le sigarette. Racconta Luca: “Ci sono stati periodi in cui grazie a questi tranelli riuscivamo a guadagnare fino a 1.000 euro al giorno”. Soldi che venivano riversati su quelle sim card oggetto dell’inchiesta di Panorama, cioè le schede attivate illegalmente dai rivenditori, intestate a persone del tutto ignare e poi utilizzate nel circuito dei numeri a pagamento 899, oppure vendute a organizzazioni criminali, o ancora sfruttate per manipolare i risultati dei televoti. Una rete di malfattori e un sistema di malefatte diffuso e sofisticato al punto di truffare non soltanto i clienti ma le stesse compagnie telefoniche. È il caso, per esempio, della 3, che in questa precisa circostanza raccontata da Luca risulta vittima e subisce un danno economico di un certo rilievo. “A un certo punto la 3 ha fatto una campagna di lancio di nuovi telefonini Umts che funzionavano solo ed esclusivamente con sim della stessa compagnia” ricorda Luca. “Gli apparecchi erano in vendita a un prezzo mediamente più basso del 50 per cento rispetto alla concorrenza”. [...] Il 23 Febbraio 2010 alle 20:57 Televoto sotto accusa: non è democratico, ma è redditizio per le tv (e i manager) - Economia - Panorama.it ha scritto: [...] scorso 17 aprile Panorama pubblicò un’inchiesta di Carmelo Abbate dal titolo “Truffe telefoniche: così ho comprato 500 sim. Sono vostre?” In cui si spiegava come fosse facile venire in possesso di grandi quantità di Sim card: Nel [...] Devi aver fatto log-in per inserire un commento. Su Twitter panorama_it: Tour de France: Contador grandissimo ma Andy Schleck si prende la maglia gialla; domani la crono decide Andy o Evans? - http://t.co/mAmU0bU panorama_it: Tevez all’Inter non è fantacalcio. Ecco perchè… - #calciomercato - http://t.co/xz6lKwJ panorama_it: Ci sono almeno due morti a Oslo, nel luogo della doppia esplosione nel quartier generale del governo - http://t.co/GRyLlDa La pubblicazione di intercettazioni penalmente irrilevanti dovrebbe essere regolamentata? Sì No Non so Mostra i risultati Risparmia fino a 500€ Marca Scegli la marca... Alfa Romeo Aston Martin Audi Austin Rover Autobianchi Bertone Bmw Citroen Ferrari Fiat Ford Hyundai Innocenti Jaguar Lamborghini Lancia Land Rover Lotus Maserati Mercedes Mitsubishi Opel Peugeot Porsche Renault Rolls Royce Rover Saab Seat Subaru Talbot Volkswagen Volvo Risparmia fino a 15.000€ Importo Euro Risparmia fino a 2.000€ Importo Euro A colazione col digiunatore professionale Marco Pannella I privilegi della Casta Lettere dal fronte dei nostri soldati Stupro del branco a Roma: il videoserivizio Le notti brave dei preti gay: una grande inchiesta su Panorama Immobili pubblici: la giungla degli affitti di favore Quegli uomini normali che vanno con le trans Crisi: anche il porno piange miseria TagsAn Antonio Di Pietro Camera campagna-elettorale-2008 carabinieri Clemente Mastella Dario Franceschini Ds elezioni Gianfranco Fini Giorgio Napolitano giustizia governo Idv immigrati immigrazione la giornata in pillole Lega Mafia Massimo D'Alema Milano Napoli opposizione panorama in edicola Pd pdl Pier Ferdinando Casini politica Polizia premier primarie Roberto Maroni Roma Romano Prodi sasso nello stagno scuola Senato sicurezza Silvio Berlusconi terremoto in Abruzzo Udc Umberto Bossi violenza voto Walter Veltroni Articoli più lettiNell’alcova della trans più desiderata d’Italia (235954)Inchiesta a luci rosse: un giornalista si finge attore porno (175477)Le notti brave dei preti gay: tutti i video con l’inchiesta completa (62969)Babilonia - Un giornalista sulle tracce dell’Italia del sesso (56742)Quegli uomini normali che frequentano le trans (54847)Brigitta Kocsis: qualcuno mi spieghi che ho fatto di male (54715)Le notti brave dei preti gay: una grande inchiesta in edicola con Panorama (53969)Operazione D. 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